premio fotografico METASPAZI


“I miei spazi sono fragili: il tempo li consumerà, li distruggerà: …. lo spazio è dunque un dubbio, è il dubbio dei luoghi che non esistono più e si trasformano, occorre fermarli, conquistarli, trattenerli.” (George Perec, “Specie di Spazi”)

In occasione delle serate “ORALIBERA” GAM | Giovani Architetti Macerata ha presentato la 1a edizione del Premio Fotografico Nazionale METASPAZI.
Le immagini da presentare potevano raffigurare parti di città, luoghi, edifici e tutto cio’ che essi contengono e raccontano.
Spazi che hanno subito o stanno subendo una “metamorfosi”; che hanno ormai perso il loro profondo valore a causa di logiche e comportamenti sbagliati, o che al contrario, trasformandosi hanno acquisito un ruolo importante ed un forte valore sociale all’interno del contesto urbano, diventando a volte punti di riferimento della città stessa.

PRIMO PREMIO LIGHT NEVER SLEEPS – ROBERTO IAVAZZO
La foto è stata scattata presso l’ex manicomio di Colorno in provincia di Parma.
Le pareti si sfogliano, i colori saturi di quelle che una volta erano le mura di contenimento della “pazzia”, ora sono sbiaditi, come forse i ricordi di chi ha vissuto quelle stanze. Ma la luce, che trapassa le finestre, quelle finestre, rimane uguale oggi come allora, ad illuminare, a schiarire le ombre, ad alimentare la speranza e la testimonianza.

SECONDO PREMIO REALTA’ RIMOSSE – CLAUDIA PROFETA

TERZO PREMIO OUTSIDE – ABIO SAVINO
_Taranto_2015: La città di Taranto è stata per molto tempo una delle città più importanti della Magna Grecia. La città era ricca sia dal punto di vista economico, grazie anche al suo porto e alla sua posizione privilegiata nel mediterraneo, sia dal punto di vista culturale, tanti i filosofi e matematici che qui risiedevano o erano autoctoni della città. Dopo questo momento di massimo splendore la città ha subito un decadimento graduale ma costante fino ad arrivare alla situazione attuale ben conosciuta da tutti dove il lavoro ricatta la salute dei cittadini. La ripresa del mio scatto è fatta da un vicolo della città vecchia o borgo antico dove in origine era sita l’acropoli greca (ne sono testimonianza due colonne greche all’ingresso del borgo) mentre adesso è abbandonata a se stessa vittima molto spesso di attività illegali e povertà. Lo scatto cerca di mettere insieme tutte queste caretteristiche: lo stesso titolo OUTSIDE (fuorigioco) è una metafora della situazione attuale di una città che non ha più le condizioni per essere tale.