GAM per la scuola pubblica – #1 la scuola antisismicainnovativa

la scuola antisismicainnovativa

E’ in arrivo pronta per te! E’ la scuola antisismica innovativa!

Quasi fosse un’unica parola per quanto i concetti vengono ormai comunemente accoppiati: ANTISISMICAINNOVATIVA. E’ lì, avanti ai tuoi occhi, così semplice da fare che verrebbe da chiedersi perché mai non ci abbiano pensato prima.
Giornali, politici, tutti ne parlano (a sproposito). Sentiamo esigenza di fare chiarezza.

che cos’è una scuola innovativa?

Così recita il Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975: sono approvate le allegate norme tecniche relative all’edilizia scolastica, ivi compresi gli indici minimi di funzionalità didattica, edilizia, urbanistica. Ci dice cosa dobbiamo fare, quali sono i MINIMI che dobbiamo prevedere, con tanto di tabelle, indici, numeri. E’ del 1975 e non ce n’è uno più nuovo, no, non c’è.
Dopo quasi 40 anni, al DM si affiancano le Linee Guida del 11 aprile 2013, le quali cominciano descrivendo Gli spazi dell’apprendimento. Per molto tempo l’aula è stata il luogo unico dell’istruzione scolastica. […]. Oggi emerge la necessità di vedere la scuola come uno spazio unico integrato in cui i microambienti finalizzati ad attività diversificate hanno la stessa dignità e presentano caratteri di abitabilità e flessibilità in grado di accogliere in ogni momento persone e attività della scuola offrendo caratteristiche di funzionalità, confort e benessere. Si tratta di un testo discorsivo che racconta le nuove filosofie dell’insegnamento, le avanguardie dell’apprendimento, andando oltre ai ‘minimi’ per non dirci cosa DOBBIAMO fare ma cosa DOVREMMO fare affinché un edificio scolastico possa definirsi tale nel XXI secolo.

Non più l’aula come centro del mondo, ma la scuola come un unicum che insegna. Sulla base delle più moderne teorie dell’apprendimento, viste le numerose applicazioni e sperimentazioni estere, il ministero ci indica come superare i problemi del passato per accendere una prospettiva nuova. Questo scenario avanguardistico è fatto di variazioni spaziali e percettive, di materiali, di comfort, di accessibilità e di tecnologia, applicate all’intero edificio.

Ed ecco arrivare la Buona Scuola per l’edilizia scolastica, ottobre 2016, con il Bando per il concorso di idee Scuole Innovative: Progettiamo la scuola del futuro. 350 milioni di euro per 51 #ScuoleInnovative. Premi importanti messi a base gara e tante candidature per cambiare lo spazio della didattica, riferendosi alle Linee Guida sopra citate. Non è questo il luogo adatto per sindacare sui ritardi della commissione nella valutazione degli elaborati; di questo paragrafo, a noi, interessa il concetto per cui una scuola realizzata andando oltre i minimi delle prescrizioni del DM 18/12/75, aprendosi cioè alle indicazioni delle Linee Guida 2013 sia definibile INNOVATIVA.

quando una scuola si dice antisismica?

Lo si sa da sempre che in Italia ci sono i terremoti. Le prime disposizioni riscontrabili in merito risalgono addirittura a Regi Decreti di un paio di secoli fa. Ovviamente, con il passare degli anni, gli strumenti a disposizione dei tecnici si sono evoluti secondo una duplice coscienza:

– la classificazione sismica del territorio
– l’approccio progettuale in termini di metodologia di calcolo

Ci perdonino i tecnici per le semplificazioni. La trattazione moderna comincia dagli anni ’70 per poi divenire intensa negli anni ‘90. Con l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 (post terremoto Molise) avviene la vera svolta, per cui tutta l’Italia viene riconosciuta come sismica, e divisa in 4 livelli di intensità del fenomeno. A cascata, arrivano le Norme Tecniche delle Costruzioni del DM 14 settembre 2005, che recepiscono le direttive Europee (Eurocodice 8: Design of structures for hearthquake resistance) per cui si evolve esponenzialmente l’approccio alla progettazione (il calcolo riguarderà gli Stati Limite e non più le Tensioni Ammissibili). Ecco infine le Norme Tecniche delle Costruzioni del DM 14 gennaio 2008, entrate in vigore nel 2009 (post terremoto de L’Aquila) ed oggi vigenti (in attesa degli aggiornamenti delle NTC 2017 pronte ad essere sfornate). Queste integrano le precedenti del 2005, introducendo il tema della pericolosità sismica locale e istituendo la mappa di microzonazione sismica, per cui la classificazione diventa sempre più accurata.

Il succo di tutto questo è che ogni edificio progettato dal 2008 è antisismico, nella più moderna accezione del termine, ossia sviluppato per salvaguardare le vita delle persone nel momento in cui il sisma si presenta. Qualunque sia il materiale prescelto (cemento, acciaio, legno, ecc), ogni edificio realizzato a regola d’arte dopo tale data risulta a tutti gli effetti antisismico.

Per le scuole, nello specifico, la progettazione della struttura avviene generalmente in ‘classe di uso III’ (di ‘classi di uso’ ce ne sono quattro in tutto, di cui la quarta è la più cautelativa), ossia si utilizzano al fine del calcolo parametri che mirano a garantire l’incolumità degli occupanti e danni all’edificio contenuti. La ‘classe di uso IV’ è invece applicata agli edifici cosiddetti ‘strategici’, ossia di rilevante importanza ai fini di protezione civile (a volte palazzetti dello sport, a volte le stesse scuole, pensiamo a quegli edifici ove chi ha bisogno può essere ospitato durante le calamità). Questi edifici sono di tipo eccezionale, ve ne sono pochissimi in ogni comune, e sono calcolati per resistere senza alcun danno a catastrofi di entità elevata.
In pratica, la risposta dell’edificio al sisma non dipende da che materiale impiegheremo per realizzarlo, ma dai coefficienti di calcolo che applicheremo in funzione della ‘classe di uso’ prescelta. A parità di classe tra due edifici, la struttura reagirà nello stesso modo, ossia salvaguardando la sicurezza degli utenti sia che si tratti di acciaio, di legno, cemento, ecc.

tiriamo qualche somma

E’ chiaro adesso come i nostri protagonisti, i termini innovativo e antisismico, non siano necessariamente collegati in quanto indicano concetti profondamente differenti. Si tratta, infatti, dell’applicazione attenta di due indirizzi ben distinti, il primo riguardante il metodo dell’apprendimento/insegnamento, e il secondo il metodo di calcolo.
Eppure, articolo dopo articolo, ecco presentarsi la medesima ricetta: per la scuola antisismica innovativa tempo di realizzazione 3 mesi, difficoltà bassa. La progettazione appare tanto impegnativa quanto cucinare una crostata all’albicocca.

Vi chiediamo di riprendere in mano quegli stessi articoli ora, con la piena coscienza di cosa questi termini significhino, per cercare quale sia quell’innovazione di cui tutti parlano. Vi accorgerete che non esiste. L’urgenza viene chiamata a giustificare ogni mezzo, ma dev’essere necessariamente così?
Diteci voi, che scuola vorreste?

– La scuola della politica, e della velocità. La scuola pollaio.
– La scuola della pazienza, e dell’innovazione. La nostra scuola.

Per un uovo oggi, c’è chi domani non avrà né l’uovo né la gallina.

per GAM

Arch. Chiara Ophelia Schiatti, Arch. Valentina Di Mascio, Arch. Giammario Volatili, Arch. Andrea Raparo, Arch. Francesca Eugenia Damiano, Arch. Luca Mosca, Arch. Francesco Tonnarelli, Ing. Leonardo Ottaviani